Il nuovo primo ministro democratico del Giappone, Yukio
Hatoyama, presenterà un programma di sostegno ai Paesi in via di
sviluppo per finanziare le tecnologie per la lotta contro i cambiamenti
climatici. Lo ha annunciato il ministro dell'Ambiente Sakihito Ozawa
alla vigilia del vertice dei leader mondiali sui cambiamenti climatici
convocato dal segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon a New York.Hatoyama
punta a far diventare il Giappone uno dei Paesi leader sul clima a
livello globale. «La Hatoyama Initiative verrà annunciate alle Nazioni
Unite, e tutti dovrebbero riporre in questo grandi speranze» ha detto
Ozawa durante una conferenza stampa.Il Giappone lavorerebbe ad
un vero e proprio green plan, con obiettivi ambiziosi di riduzione
delle emissioni di gas serra a Copenhagen ed il nuovo governo sarebbe
convinto dei vantaggi economici che deriverebbero da uno spostamento
della produzione di energia verso le fonti rinnovabili.Il cambio
di passo rispetto all'eco-scetticismo del precedente governo
liberaldemocratico sembra evidente: Hatoyama si è impegnato a ridurre
le emissioni del 25% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990.
Hatoyama a New York probabilmente chiarirà quali fondi e tecnologie
fornirà ai Paesi in via di sviluppo per ridurre le loro emissioni.Ozawa
ha detto di sperare che il nuovo programma giapponese serva da
incentivo alle grandi economie emergenti, come Cina ed India, ad
aderire ad un nuovo Protocollo post-Kyoto sul clima. «Credo che la
Hatoyama Initiative sarà un grande strumento - ha spiegato il ministro
dell'ambiente giapponese - per coloro che si uniranno a Hatoyama questa
settimana per la riunione dei leader mondiali delle Nazioni Unite sui
cambiamenti climatici e il vertice dei leader del G20 e delle economie
emergenti a Pittsburgh».Ozawa, che non è certo il classico
ministro dell'ambiente, visto che è ex banchiere ed un esperto di
politica economica, ha spiegato che il nuovo governo giapponese sta
lavorando per convincere le imprese e l'opinione pubblica a realizzare
un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra del 25%, un
traguardo molto più arduo di quello misero previsto dal precedente
governo conservatore (ed il 5% in più di quello dell'Ue) che rischia
seriamente di scontrarsi con l'opposizione delle industrie energetiche
e multinazionali del Giappone proprio mentre il Paese sembra stia
faticosamente uscendo dalla peggiore recessione dal dopoguerra. I
giornali dell'Impero intanto sottolineano il peso che ricadrà sulle
famiglie "costrette" ad installare impianti per il risparmio energetico
e i pannelli solari.Ozawa risponde che «Vogliamo delineare un
modello che dimostri che il cambiamento climatico non è necessariamente
negativo per l'economia, ma che potrebbe invece essere un driver per la
crescita. Spero di redigere un piano che delinea qu7esto modello
economico entro i prossimi due mesi».Il Green plan del governo
di centro-sinistra di Tokyo dovrebbe contenere una tassa ambientale,
per favorire il raggiungimento degli obiettivi di taglio delle
emissioni, ed un mercato nazionale di scambio delle emissioni nazionali
con limiti obbligatori secondo il volume di emissioni. Comunque i
dettagli del green plan devono essere ancora dibattuti all'interno del
nuovo governo, probabilmente Hatoyama all'Onu fornirà le linee e la
base di questa discussione interna che dovrà essere molto accelerata,
visto che il Giappone dovrà arrivare pronto a Copenhagen con il suo
piano e la sua iniziativa.
fonte:
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=1076